Marzo 14, 2017

Sistemi per la coltivazione delle microalghe

Le microalghe sono d’interesse per molti settori economici quali l’acquacoltura (gamberi, bivalvi ed orate), settore alimentare sia umano ( novel food, integratori, ingredientistica ecc..) che animale, cosmesi, farmaceutica, settore ambientale ecc.. In base al tipo di utilizzo che se ne intende fare ci sono tipologie e volumetrie di impianti che più si adattano; soprattutto se si tratta di impianti sperimentali o pilota, impianti che possono essere valutati per scalarità. I costi per avviare un impianto per la coltivazione delle microalghe possono variare da qualche migliaio di euro fino ad arrivare a prezzi impressionanti.

Per poter massimizzare le rese degli impianti destinati alle colture algali si deve prestare attenzione alla gestione dei paramentri ottimali di crescita delle alghe poste in coltura. I parametri maggiormente studiati sono il fotoperiodo, la qualità della radiazione luminosa, la temperatura, l’apporto di micro e macronutrienti che possono maggiormante stimolare la produzione di cellule micreoalgali e/o principi attivi d’interesse.

Infatti, intensità e qualità delle radiazioni luminose influenzano la resa e la riproduzione dei ceppi algali, che a seconda delle specie possono avere incrementi o decrementi di efficienza fotosintetica al variare della qualità luminosa.

Anche la scelta del ceppo microalgale è fondamentale, è importante utilizzarne uno vigoroso in termini di produttività e resistenza ai fattori ambientali (anche se l’ambiente è controllata a volte si possono verificare dei problemi in relazione a qualche parametro, è fondamentale che le microalghe in coltura non diano subito problemi di morie).

Fondamentale è anche la progettazione del sistema di raccolta e convogliamento delle colture mediante realizzazione di apposito percorso fisico/logico in grado di operare la raccolta delle microalghe.